Lettera al mio Professore

Vorrei dedicare queste parole al mio caro Prof.: sei andato via troppo presto ma sarai sempre il mio faro e la mia guida. Ti voglio e ti vorrò sempre bene. Grazie di tutto. Rossana

Caro Professore,

vorrei dedicarle queste

parole che nascono

dal mio cuore.

Grazie per tutto quello

Che mi ha insegnato e

Donato: la sua umanità,

il suo sapere e la sua voglia di

conoscenza.

E’ sempre il mio punto di

Riferimento e il faro che

Illumina la mia strada.

L’ho sempre considerata il

Mio “papà adottivo” perché continuo

Sempre ad avere bisogno di lei e di

Tutti i suoi preziosi consigli

Sia per la mia vita che per il mio lavoro.

Saperla al mio fianco è una certezza che

Mi riempie il cuore di immensa gioia.

Grazie ancora Professore: le voglio bene.

Notte silenziosa

Nell notte silenziosa

i pensieri si ricorrono

a più non posso

Quante immagini corrono,

come in un film.

Ma sono pensieri che non

ti lasciano respirare, ti avvolgono

e ti stringono nella loro morsa

così forte che a volte rimani

senza fiato.

Nella notte silenziosa i tuoi

incubi non ti lasciano,

ma ti tormentano;

nella notte così lunga e taciturna

sei sola con un solo tarlo che torna

notte silenziosa e misteriosa

non diventare spaventosa!

GRIDO

Nella notte profonda e buia

risuona il grido

così forte

così potente

il grido che nessuno sente

un grido lacerante

un grido penetrante

il grido che diventa straziante

non c’è sorriso, non c’è gioia,

solo il buio immenso della notte

e nessuno riesce ad ascoltare:

solo un grido.

Dietro un sorriso

Quel sorriso così bello

e così affascinante

fa di te una donna interessante

ma è lo scudo dove si cela

la tua fagilitá, dove le tue

paure, e le tue insicurezze

fanno posto alle tue debolezze.

Dietro il sorriso ti vai a

nascondere per non far vedere e non far

trapelare la

paura che ti assale

Dietro il sorriso è facile restare

e stare a guardare

questo mondo che

a volte è veramente infame.

ROSSANA MATTEI TU CHIAMALE SE VUOI… EMOZIONI «Il valore della vita può essere misurato da quante volte la tua anima si è profondamente emozionata» (Soichiro Honda). L’autrice Rossana Mattei fonda la sua arte su due elementi cardine, che sono anche il centro della vita umana e dell’universo: il cuore e l’emozione. «Siamo un’esplosione di emozioni/incontrollabili che ci portano lontano/dove la nostra anima si perde …/emozioni che ci travolgono/ci feriscono, ci fanno sorridere, ci fanno piangere/ma che ci rendono vivi» (“Emozioni”). Rossana è dotata dell’occhio artistico e di una profonda sensibilità che: da una parte le giovano e consentono di volgere lo sguardo “oltre” i confini temporali e spaziali, dall’altra la “feriscono” perché ogni sentimento, provoca un’emozione smisurata, incontrollabile, da far esplodere il petto, sia che si tratti di Amore: «Amore mio ti amo/È una musica che/Si ode piano piano;/ma poi torna di nuovo/lentamente,/e dal mio cuore/nasce soavemente./Amore mio ti amo,/è come il miele/che al sole si scioglie come neve./Amore mio ti amo è/Meraviglioso e vero;/tutto vien dal mio cuore/ed è sincero.» (“Amore mio ti amo”); sia che si tratti di Dolore: «Un vuoto incolmabile/Quello che mi hai lasciato/Un vuoto profondo/E buio che stringe…/Un vuoto che sarà lì per sempre/A ricordarmi che tu/Non tornerai mai più» (“Vuoto”). Ecco che la poesia, allora, acquisisce una triplice funzione: aiuta l’autrice a “vivere”, in quanto ciò che è incontenibile per l’animo umano si riversa magicamente e meravigliosamente nel foglio e nell’arte; fissa per sempre l’attimo (CARPE DIEM) nell’eterno rendendolo, tra l’altro, anche fruibile al lettore; permette di colmare il vuoto “incolmabile” dell’assenza e della lontananza, poiché nei versi il passato, i sogni e i ricordi sono sempre “vivi” e “presenti”. È a questo punto che Rossana compie il passo decisivo dell’essere “poetessa”, accettando il rischio di combattere in prima fila, di mostrare il proprio cuore “nudo” al pubblico: le sue lacrime di gioia e dolore bagnano il lettore ed unendosi alla fonte della poesia alimentano e nutrono verdeggianti prati, rigogliosi di magnifici versi. Il commovente trittico “Dolore di una figlia (21-5-86)”, “Davanti alla tomba di mia madre (21-4-89)” e “Papà, vorrei averti qui: ora”, oltre a richiamare grandi autori come Foscolo e Petrarca, dipingono un intenso quadro sacro-familiare, che prende forma allo sguardo, simile alle profonde opere umanistiche del Masaccio. «Ti vai spegnendo/Come una candela, che per una notte intera/Ha illuminato questa mia esistenza nera./Non ci sono parole, né altro per capire quello che sto provando./Tu sei la mia adorata mamma e/Né denari né tesori potranno mai/Colmare il vuoto che stai per lasciare./Che altro posso fare o dire/Se non piangere e in silenzio soffrire?» (“Dolore di una figlia (21-5-86)”). Rossana è, inoltre, molto abile nell’intessere i suoi componimenti in una trama che piano piano si fa sempre più musicale ed avvolge come una dolce melodia. Questo è possibile grazie al suo studio meticoloso della metrica e l’uso di versi endecasillabi, settenari ed ottonari. Il grande passaggio finale è tutto per il lettore… scrivere, condividere il proprio cuore, la propria mente, la propria anima con chi legge è un solenne, profondo ed intenso atto d’amore: «L’universo ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni» (Paulo Coelho). Dantebus

L’altra dimensione

Il mare è l’altra dimensione

la brezza portata dal vento

il sale sulla pelle

l’altra dimensione dove lo spirito

balla insieme alle onde

dove la mente danza senza sosta

senza fermarsi

l’altra dimensione il mondo a colori

il mondo fantastico e surreale

il nostro mondo: l’altra dimensione